Carta per la qualità, cambia la mappa del patrimonio urbano

L’Assemblea Capitolina ha approvato la delibera che aggiorna la Carta per la qualità del Piano Regolatore Generale di Roma, lo strumento che individua i valori storici, architettonici e urbani diffusi della Capitale e stabilisce quali elementi devono essere considerati quando si progettano interventi di trasformazione, conservazione o recupero.
Il provvedimento rappresenta la seconda fase della revisione avviata negli anni scorsi e ridisegna la mappa del patrimonio urbano: dai villini storici alle architetture contemporanee, dall’archeologia industriale a scuole, caserme, conventi, teatri e stazioni.
Nella Carta per la qualità la città storica non si esaurisce nel solo centro, ma comprende anche spazi aperti e grandi complessi architettonici e urbani dell’Ottocento, del Novecento e della città contemporanea. Sono i cosiddetti “valori storici diffusi”: elementi che il Piano Regolatore riconosce come espressione di qualità urbana o come parti che contribuiscono all’identità dei luoghi e che devono essere conosciuti e valutati quando si interviene sul territorio.
Villini storici
Una delle principali novità riguarda i villini storici. Con l’aggiornamento si completa il censimento, avviato nel 2022, degli edifici costruiti tra la fine dell’Ottocento e la Seconda guerra mondiale: 677 nuovi villini entrano nella Carta e vengono individuati 13 nuovi tessuti urbani, oltre all’ampliamento di uno già esistente. Il maggior numero di nuovi inserimenti si concentra a Montesacro, con 331 villini, e tra Parioli e Nomentano, con 238; seguono il Municipio I con 58, il Tuscolano con 32, il Municipio XII e Ostia Lido con 9 ciascuno.
Il censimento guarda al pregio del singolo edificio e al valore che questi immobili assumono nel loro insieme. I villini, generalmente nati come residenze mono o plurifamiliari, spesso circondati da piccoli giardini e con un’altezza contenuta, hanno accompagnato per circa sessant’anni l’espansione della Roma postunitaria e contribuito a costruire intere parti di città, caratterizzate da bassa densità, spazi aperti e da un particolare rapporto tra edifici e strada. Per questo la Carta riconosce, insieme al valore architettonico, anche il valore urbano dell’insieme.
Nuovi stralci
Per quanto riguarda i nuovi stralci, invece, questi interessano diverse categorie di immobili. Per la tipologia edilizia speciale sono 466 gli edifici stralciati, a cui si aggiungono 30 elementi di archeologia industriale.
La delibera aggiorna anche la Guida per la qualità degli interventi, con una scheda specifica dedicata ai villini storici che approfondisce i criteri per la loro conservazione e trasformazione.
L’aggiornamento riguarda anche la Roma moderna e contemporanea. Il lavoro di ricerca affidato da Roma Capitale al Laboratorio per lo Studio di Roma Contemporanea – QART del Dipartimento di Architettura e Progetto della Sapienza Università di Roma ha portato all’ingresso nella Carta di 72 opere e complessi di interesse architettonico e urbano.
Tra i nuovi inserimenti ci sono alcune delle architetture e delle opere più conosciute di Roma, come il MAXXI, la Stazione dell’Alta Velocità Roma Tiburtina, la Nuvola, la stazione San Giovanni della Metro C, il Ponte Settimia Spizzichino e il nuovo ingresso della Domus Aurea, insieme a luoghi e interventi legati alla vita quotidiana dei quartieri: la Biblioteca della Collina della Pace e il Parco Peppino Impastato a Borgata Finocchio, le case ATER e le case sperimentali di Ponte di Nona/Villaggio Falcone, il Centro culturale Elsa Morante e la Biblioteca Laurentina e gli interventi del Piano di Recupero Urbano di Corviale. Musei, infrastrutture, edilizia pubblica, biblioteche, parchi e spazi di quartiere compongono così una geografia della qualità urbana che attraversa Roma dal centro alle periferie.
Questo è il secondo aggiornamento della Carta per la Qualità realizzato dall’Assessorato all’Urbanistica nel corso di questo mandato. Il primo, approvato nel 2024, ha permesso lo stralcio di circa 750 immobili e l’introduzione di 246 nuovi immobili da tutelare (113 villini storici nel Municipio Roma I Centro e 133 nel Municipio Roma II) sui quali non sarà più possibile intervenire senza un preventivo assenso della Sovrintendenza Capitolina.
“Con questa delibera completiamo il lavoro di aggiornamento della Carta per la Qualità avviato nel 2024, inserendo numerosi altri villini storici situati in diversi quartieri della città: Città Giardino nel Municipio III, Appio Claudio nel Municipio VII, Monteverde Vecchio nel Municipio XII e Nomentano nel Municipio II, solo per citarne alcuni. Contestualmente, stralciamo alcuni immobili che non presentano più le caratteristiche necessarie per essere tutelati. Quello fatto sulla Carta per la Qualità è stato un lavoro di censimento e analisi importante che, se nella prima fase, aveva riguardato solo il centro storico, oggi si estende all’intera città preservando la peculiarità e l’identità storico-architettonica di interi quartieri” – spiega l’Assessore all’Urbanistica di Roma, Maurizio Veloccia.
“Con il voto di oggi, per il quale ringrazio l’Assemblea Capitolina, proseguiamo inoltre nell’aggiornamento e nell’ammodernamento dei nostri strumenti urbanistici, con l’obiettivo che da sempre guida questa Amministrazione: promuovere uno sviluppo urbano capace di coniugare la rigorosa tutela dei beni di pregio con la conservazione dell’identità storica, architettonica e urbanistica di Roma. Allo stesso tempo, favoriamo la trasformazione degli immobili che hanno perso le proprie caratteristiche identitarie e che possono oggi essere più facilmente riconvertiti e rifunzionalizzati” conclude Veloccia.




