Salute e Benessere

MelanomaDay alla Camera: società scientifiche e pazienti chiedono più prevenzione e diagnosi precoce

Roma, 6 maggio 2026 – Quasi 13 mila nuove diagnosi lanno in Italia, un impatto rilevante anche sotto i 50 anni e una certezza clinica: quando il melanoma viene intercettato precocemente, le possibilità di cura cambiano radicalmente.

È in questo scenario che si è svolta oggi, presso l’Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, l’VIII Edizione del MelanomaDay, l’appuntamento nazionale dedicato alla prevenzione, alla diagnosi precoce e alla cura del melanoma con il patrocinio di AIOM, SIDeMaST, ADOI e IMI.

L’evento, nato da un’idea di Gianluca Pistore e promosso su iniziativa dell’On. Luciano Ciocchetti, Vice Presidente della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, ha riunito istituzioni, società scientifiche, clinici, ricercatori, realtà ospedaliere e universitarie, associazioni pazienti e rappresentanti della società civile.

La giornata assume un significato particolare perché precede di pochi giorni il voto definitivo della Camera dei Deputati sulla proposta di legge per istituire la Giornata Nazionale per la prevenzione del melanoma, già approvata dal Senato.

Secondo i dati pubblicati nell’ultimo rapporto AIRTUM, nel 2024 sono stati diagnosticati in Italia 12.941 nuovi casi di melanoma cutaneo, di cui 7.069 negli uomini e 5.872 nelle donne. Il melanoma è tra i tumori più frequenti sotto i 50 anni e nel 2022 ha causato circa 2.500 decessi. La sopravvivenza netta a 5 anni si attesta all’88% negli uomini e al 91% nelle donne, confermando il ruolo decisivo della diagnosi precoce.

«È fondamentale ricordare quanto sia importante conoscere i fattori di rischio, sottoporsi a controlli periodici, imparare a riconoscere i segnali di un melanoma» ha scritto il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, nel suo messaggio di saluto. «Sulla corretta informazione ai cittadini e sulla diagnosi precoce possiamo ottenere i risultati più immediati.»

«Arrivare alla Camera dei Deputati a pochi giorni dal voto sulla legge nazionale è un segnale importante», dichiara Gianluca Pistore, fondatore e presidente dell’Associazione MelanomaDay. «Il MelanomaDay nasce dalla perdita di mio padre Silvio per melanoma, ma oggi è diventato una comunità fatta di medici, ricercatori, istituzioni, pazienti, associazioni e cittadini. Il nostro compito è fare in modo che questa giornata non sia solo una data nel calendario, ma diventi ogni anno un momento di confronto, proposta e azione concreta. La legge, se approvata, non sarà il punto di arrivo, ma il punto da cui partire», prosegue Pistore. «Ogni anno dovremo chiederci cosa possiamo fare di più per rendere il melanoma sempre più prevenibile, diagnosticabile precocemente e curabile».

«Investire in prevenzione significa proteggere la vita delle persone e costruire un Servizio Sanitario più vicino ai cittadini», dichiara l’On. Luciano Ciocchetti, Vice Presidente della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati. «Con questo spirito ho promosso il percorso legislativo per istituire la Giornata Nazionale per la prevenzione del melanoma e ringrazio tutti i colleghi parlamentari che hanno sostenuto l’iter sino a questo punto. Il confronto di oggi dimostra che società civile, comunità scientifica e istituzioni possono lavorare insieme per trasformare la prevenzione in una priorità politica concreta».

Le tre proposte alla politica

Durante l’VIII Edizione del MelanomaDay, le principali società scientifiche coinvolte hanno presentato tre richieste operative per rafforzare prevenzione, diagnosi e cura del melanoma in Italia.

  1. Esami diagnostici avanzati nei LEA per i pazienti ad alto rischio
    La proposta, avanzata da SIDeMaST attraverso il Prof. Giovanni Pellacani, Professore Ordinario di Dermatologia presso Sapienza Università di Roma e Presidente SIDeMaST, chiede l’inserimento nei LEA di due prestazioni dermatologiche per pazienti selezionati e ad alto rischio: microscopia confocale cutanea in vivo e fotografia total body digitale.

«Sono strumenti non invasivi che possono migliorare l’accuratezza diagnostica, favorire il monitoraggio nel tempo e ridurre escissioni chirurgiche e biopsie non necessarie», dichiara Pellacani.

  1. Test genetici rimborsati per i tumori melanocitari più difficili da classificare
    La proposta, avanzata dall’IMI, Intergruppo Melanoma Italiano, attraverso la Prof.ssa Daniela Massi, Presidente IMI, Professore Ordinario di Anatomia Patologica dell’Università di Firenze e Direttore del Servizio di Anatomia Patologica, Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi, riguarda l’inserimento nel nomenclatore tariffario dei test NGS per tumori melanocitari atipici ad incerto potenziale maligno/melanocitoma.

«Nei tumori melanocitari atipici o di incerta definizione, la diagnosi può essere particolarmente complessa. I test di Next Generation Sequencing permettono di individuare alterazioni genetiche rilevanti, ma oggi non esiste per il melanoma un pannello diagnostico o prognostico dedicato nel tariffario della rimborsabilità», dichiara Massi.

  1. Stesse cure per tutti, ovunque in Italia, con meno ritardi di accesso
    La proposta, avanzata da AIOM attraverso il Prof. Massimo Di Maio, Professore Ordinario di Oncologia presso l’Università di Torino e Presidente AIOM, chiede di rendere pienamente operative le reti oncologiche su tutto il territorio nazionale e di ridurre i tempi di accesso ai farmaci innovativi, anche attraverso procedure più rapide, coordinate e strumenti di early access.

«Ogni paziente deve poter accedere, in tempi appropriati e in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale, a diagnostica molecolare, valutazione multidisciplinare e terapie innovative. I ritardi burocratici non devono diventare ritardi di cura», dichiara Di Maio.

Istituzioni, scienza e pazienti nello stesso confronto

I lavori si sono aperti con il messaggio del Ministro della Salute Orazio Schillaci e del Sottosegretario di Stato alla Salute Marcello Gemmato, della Senatrice Daniela Sbrollini, dell’On. Gian Antonio Girelli, del Senatore Giovanni Satta e della Senatrice Beatrice Lorenzin.

All’evento hanno preso parte rappresentanti del mondo clinico, scientifico, universitario, ospedaliero e della ricerca, tra cui Policlinico Agostino Gemelli IRCCSSapienza Università di RomaPoliclinico Umberto I di RomaPoliclinico Tor Vergata di RomaPoliclinico Universitario Campus Bio-Medico di RomaIDI-IRCCSIFO San Gallicano di RomaOspedali Galliera di GenovaIRCCS Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei TumoriUniversità degli Studi di ParmaUniversità degli Studi di FirenzeUniversità degli Studi di Torino.

Ampio spazio è stato dedicato alle associazioni pazienti e alle realtà della società civile impegnate nella sensibilizzazione, nella prevenzione e nel sostegno alle persone colpite da melanoma, tra cui Carolina Zani Melanoma FoundationFondazione Alberto Castelli ETS, Fondazione Melanoma OnlusPiccoli Punti ETSIl Volo del Colibrì APSMela-VivoLa Pulce nellOrecchioContro il Melanoma OdV e Insieme con il Sole Dentro.

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