“Officina Capodimonte”, scoprire i segreti “Nella bottega di Colantonio”
Laboratorio congiunto di ricerche tecniche e scientifiche. Museo e Real Bosco di Capodimonte – UniCampania – CNR-ISPC – INFN-LSN. 23- 27 marzo sale 67-68. Incontri con il pubblico martedì 24 e giovedì 26 marzo - ore 11,00

A Capodimonte per scoprire i segreti “Nella bottega di Colantonio”, la più celebre nella Napoli del primo ‘400 che attirò nella capitale del Regno anche il giovane Antonello da Messina. Dal 23 al 27 marzo, “Officina Capodimonte” apre ai visitatori un cantiere diagnostico nelle sale 67 e 68 del secondo piano allestito di fronte al dipinto del San Girolamo nello studio di Colantonio. Sarà utilizzato lo scanner MacroXRF, sviluppato dall’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del CNR che si avvale della tecnica di imaging avanzata di fluorescenza a raggi X, in grado di documentare in immagini ad alta risoluzione la distribuzione dei singoli elementi chimici presenti negli strati pittorici. Lo studio permetterà di ricostruire sia la tavolozza, sia il processo compositivo, le modifiche in corso d’opera e quindi le finiture di uno dei dipinti centrali per lo studio dell’introduzione in Italia della pittura a olio.
“Officina Capodimonte– dichiara il Direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte, Eike Schmidt – porta la ricerca nel cuore del Museo, di fronte all’opera, per entrare nel vivo della tecnica artistica. Un racconto che comincia da Colantonio proprio per sottolineare l’importanza della pittura meridionale del ‘400 e in particolare di questo caposcuola. Proseguiremo sempre in parallelo tra indagini in laboratorio e occasioni di apertura al pubblico, per condividere un sapere profondo e stratificato che diventa divulgazione accessibile”.
La tavola con il San Girolamo faceva parte insieme al San Francesco consegna la regola di un unico polittico completato da due serie di tavolette con Beati francescani, disposte verticalmente ai due lati gioiello della chiesa di San Lorenzo a Napoli. La cosiddetta Cona degli Ordini fu precocemente smembrata e i due pannelli principali sono stati riuniti al Museo di Capodimonte nel 1957. Ad essi si sono aggiunti due Beati francescani, recentemente acquisiti grazie al Ministero della Cultura.
L’iniziativa va a completare uno studio condotto all’interno di un Progetto di Ricerca di Interesse Nazionale (PRIN “SHARING”), attraverso il quale si è avviata la collaborazione continuativa tra i ricercatori e le ricercatrici– UniCampania – CNR-ISPC e SCITEC– INFN – LNS e i conservatori e storici dell’arte del Museo, ora riuniti nel laboratorio congiunto “Officina Capodimonte”.
Gli esiti di quella ricerca – già completata per quanto concerne il San Francesco consegna la regola – verranno in questa occasione presentati al pubblico con una postazione allestita a fianco del San Francesco, recentemente restaurato grazie al programma “Restituzioni’ di Intesa Sanpaolo. Le indagini hanno permesso di confermare l’appartenenza delle due tavole a un unico retablo – a dispetto di dubbi tuttora avanzati da alcuni studiosi – e soprattutto di approfondire la conoscenza del modus operandi di un maestro di importanza cruciale per la diffusione del Rinascimento nell’Italia meridionale, del quale sfortunatamente pochissime opere certe ci sono pervenute. Colantonio (attivo in città dal 1440 al 1460 circa), figura chiave del Rinascimento meridionale, si formò al gusto della pittura fiamminga grazie al re Renato d’Angiò, sotto l’influenza dei grandi nordici van Eyck e van der Weyden anche loro provenienti dalle Fiandre o dalla Provenza
In particolare martedì 24 e giovedì 26 marzo alle h.11,00 sulla scorta delle analisi e dei dati raccolti sono previsti incontri con il pubblico, con studiosi e studenti alla presenza di ricercatori del team di Officina Capodimonte.
“Un laboratorio dentro al museo – dichiara Costanza Miliani del Consiglio Nazionale delle Ricerche -Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale – non è solo una questione logistica: è una scelta scientifica e culturale. Significa che la ricerca nasce di fronte all’opera, si nutre della sua presenza e ne restituisce al museo, e al pubblico, una conoscenza più profonda. Officina Capodimonte realizza qualcosa di raro: un luogo dove scienza, conservazione e storia dell’arte si interrogano insieme, di fronte all’opera stessa. È la condizione ideale per uno studio dei materiali e delle tecniche esecutive davvero interdisciplinare e per lo sviluppo di nuovi metodi di analisi, e il modello che come CNR-ISPC vogliamo portare avanti”.
“Sono passati più di 90 anni dal primo tentativo di creare a Napoli un laboratorio scientifico museale – conclude Marco Cardinali dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” Dipartimento di Lettere e Beni Culturali – Accadde alla pinacoteca del Museo Nazionale per volere di Sergio Ortolani. E sono passati 70 anni dall’iniziativa ben più strutturata di Bruno Molaioli per ricrearlo al Museo di Capodimonte. Officina Capodimonte nasce con la stessa determinazione, cui si aggiunge la consapevolezza che il successo può essere garantito soltanto dall’alleanza e dalla convergenza tra i diversi approcci disciplinari e tra le mission delle diverse istituzioni coinvolte: ricerca scientifica, didattica e alta formazione, conservazione e promozione culturale. Grazie all’apertura dell’Università della Campania verso la metodologia della Technical Art History, la prospettiva storico-artistica è una delle pietre angolari del nuovo laboratorio congiunto”.
Officina Capodimonte
E’ il laboratorio congiunto del Real Bosco e Museo di Capodimonte, Dipartimento di Beni Culturali dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del CNR, e Laboratori Nazionali del Sud dell’INFN.
Museo e Real Bosco di Capodimonte
Direttore Generale
Eike Schmidt
Curatrice di dipinti e sculture XIII, XIV e XV sec.
Alessandra Rullo
Restauratori
Alessia Zaccaria
Sara Vitulli
Loris Panzavecchia
Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, Dipartimento di Lettere e Beni Culturali
Marco Cardinali
Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale
Costanza Miliani
Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Laboratori Nazionali del Sud
Santo Gammino
Responsabile delle Indagini Macro XRF
Claudia Caliri (CNR-ISPC)



