Alla ricercatrice INFN Anna Bianchi lo Standout Woman Award 2026

Anna Bianchi, ricercatrice in fisica nucleare applicata alla medicina ai Laboratori Nazionali di Legnaro dell’INFN è tra le vincitrici del premio internazionale “Standout Woman Award 2026”, giunto alla sua X edizione.
Il premio, assegnato con il patrocinio del Parlamento Europeo nel corso di una cerimonia che si è svolta oggi a Roma, nella Sala Regina della Camera dei Deputati, è rivolto a professioniste che si sono distinte per capacità, competenze e determinazione nel raggiungimento di obiettivi ambiziosi nei settori dell’arte, della cultura, dello spettacolo, dell’imprenditoria e della ricerca.
Tra le diciotto premiate di quest’anno, Anna Bianchi ha ricevuto il prestigioso riconoscimento per la sua attività di ricerca nell’applicazione innovativa della fisica nucleare alla medicina, in modo particolare per il suo lavoro che mira a integrare l’efficacia biologica dei fasci radioterapici nei piani di trattamento, migliorando la precisione e la sicurezza delle terapie oncologiche.
Anna Bianchi è ricercatrice dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, e lavora ai Laboratori Nazionali di Legnaro. Si è laureata in fisica all’Università di Padova e ha conseguito il dottorato di ricerca in ingegneria tecnologica all’Università di Hasselt, in Belgio. La sua attività scientifica si colloca all’intersezione tra fisica nucleare e medicina, con particolare attenzione alle applicazioni in radioterapia e adroterapia.
Si occupa, in particolare, dello sviluppo e dell’ottimizzazione di rivelatori innovativi finalizzati a migliorare la precisione dei trattamenti oncologici. Bianchi ha coordinato due progetti nazionali INFN rivolti a giovani ricercatori e ricercatrici, MUSICA e AToMiQA, dedicati allo sviluppo di rivelatori microdosimetrici avanzati e all’introduzione della qualità di radiazione nei sistemi di pianificazione dei trattamenti.
Autrice di oltre 30 pubblicazioni scientifiche e relatrice a numerose conferenze internazionali, è componente di EURADOS, il gruppo europeo di riferimento per la dosimetria delle radiazioni. Il suo lavoro mira a tradurre la ricerca fondamentale in strumenti concreti per la pratica clinica, contribuendo a terapie più efficaci, personalizzate e sicure, con particolare attenzione ai pazienti pediatrici.




