CNR-Unioncamere: alleanza per portare la ricerca a “casa” delle imprese
Le due istituzioni hanno approvato un accordo che mira ad accorciare la distanza tra ricerca e imprese, valorizzando le eccellenze scientifiche e accelerando il trasferimento di conoscenze. L’Intesa rinnova ed amplia una collaborazione in atto da anni, diretta a trasferire tecnologie d’avanguardia nel cuore del sistema produttivo italiano

Roma, 14 aprile 2026 – Accorciare la distanza tra ricerca e imprese, valorizzare le eccellenze scientifiche e accelerare il trasferimento di conoscenze: è l’obiettivo dell’Accordo CNR-Unioncamere, approvato dal Consiglio di Amministrazione delle due istituzioni.
L’Intesa rinnova ed amplia una collaborazione in atto da anni, diretta a trasferire tecnologie d’avanguardia nel cuore del sistema produttivo italiano. Mentre crescono del 60% in 10 anni le pubblicazioni scientifiche italiane di alta qualità e di altrettanto quelle di area Stem, i risultati della ricerca faticano ancora ad atterrare nel tessuto produttivo nazionale: spesso le imprese, frenate da limiti di risorse umane e finanziarie, hanno difficoltà persino a identificare i propri bisogni di innovazione.
Banco di prova delle azioni previste dall’Accordo sarà un nucleo di 30mila piccole e medie imprese dotate di un elevato potenziale innovativo. Si tratta di soggetti contraddistinti da un marcato dinamismo, con tassi di crescita medi superiori al 15% annuo, una spiccata propensione alla tutela brevettuale e una forte proiezione sui mercati internazionali.
Andrea Lenzi, Presidente del Consiglio nazionale delle ricerche
“Questo accordo rappresenta un passo in avanti per avvicinare la ricerca al sistema produttivo e rafforzare un modello di sviluppo fondato sull’integrazione tra scienza e impresa, bilateralmente. Il Cnr mette a disposizione competenze e tecnologie per rispondere alle esigenze condivise con il sistema camerale nazionale, contribuendo a trasformare l’innovazione in un fattore strutturale di crescita, competitività e valore per il Paese“.
Il Presidente di Unioncamere, Andrea Prete
“Questa intesa si basa su un modello completamente nuovo di collaborazione istituzionale. Con il Cnr abbiamo condiviso l’esigenza di fare qualcosa di facilmente realizzabile e davvero utile per far crescere l’innovazione nelle imprese. Sono convinto che il programma raggiungerà l’obiettivo di rendere realmente proficue le relazioni tra sistema della ricerca e tessuto produttivo”.
L’Accordo rappresenta la cornice istituzionale di un programma di azione diviso in quattro linee di attività
- Scouting della ricerca e analisi dei fabbisogni. Un Team multidisciplinare, composto da Progect manager, Technology e Finance Broker, affiancato da Innovation promoter, individuerà i segmenti produttivi più innovativi, traducendone i fabbisogni e trasformandoli in quesiti tecnologici ai quali la ricerca può dare risposta. Parallelamente effettuerà una mappatura delle competenze, tecnologie e risultati di ricerca prossimi all’applicazione in processi produttivi o nuovi prodotti.
- Animazione territoriale. Un calendario di eventi nei principali distretti produttivi, consentirà ai ricercatori del CNR di presentare soluzioni applicative mature confrontandosi direttamente con le imprese.
- Hub digitale di matching. Sarà predisposta una piattaforma digitale a supporto del programma con tool specialistici, sistemi di assessment e di rilevazione dei fabbisogni delle imprese. Si tratterà sostanzialmente di una piattaforma di matching tra domanda e offerta di innovazione che rappresenta l’evoluzione del progetto MIR (Matching Innovation and Research) di Unioncamere e CNR. L’obiettivo mettere a disposizione un hub che ospiti un catalogo ragionato e aggiornato di tecnologie, brevetti e prototipi pronti per il percorso di industrializzazione.
- Innovation Lab e “Test before invest”. L’infrastruttura territoriale del programma sarà assicurata dagli Innovation Lab delle Camere di commercio che rappresenteranno l’interfaccia diretta e permanente tra ricerca e tessuto imprenditoriale locale. I laboratori diventeranno la sede degli incontri one-to-one tra imprese e ricercatori ed opereranno secondo la logica del “Test before invest”. Questo consentirà alle aziende di testare concretamente l’efficacia di una tecnologia prima di procede a investimenti finanziari significativi. Gli Innovation Lab camerali dovranno inoltre facilitare l’accesso delle imprese a canali di finanziamento, operando a supporto della nascita di spin-off della ricerca e di start up innovative.




