Salute e Benessere

Scuole cardioprotette, presentata la campagna

Un piccolo gesto, compiuto nel momento giusto, può salvare una vita: questo è lo slogan del progetto Scuole Cardioprotette. Infatti, in caso di arresto cardiaco i primi minuti possono fare la differenza. Avere mezzi e capacità può salvare vite umane, in attesa dell’arrivo dei soccorsi.

La campagna “Scuole Cardioprotette”, presentata nell’Auditorium Albergotti, coinvolgerà 15 scuole nei Municipio III, il XII e XIII. L’iniziativa è stata proposta dall’associazione Federico Viva La Vita e da David Sbardella, presidente della commissione politiche sociali e sanitarie del Municipio XIII e accolta dal consigliere Sandro Petrolati.

La campagna, promossa anche dall’assessorato alle Politiche Sociali in collaborazione con Farmacap, prevede infatti che in ogni plesso coinvolto siano consegnati i DAE e attivati corsi di formazione certificati, svolti dal personale del Centro Formazione Emergenza del S. Camillo, per il loro uso tra il personale scolastico.

“L’obiettivo del progetto – sottolinea Petrolatiè quello di proteggere l’intera comunità scolastica: alunni, docenti e altro personale, ma anche tutti coloro che nel pomeriggio, nelle palestre delle stesse scuole, fanno attività sportiva. Inoltre, la presenza di strumenti e di personale qualificato permette anche di sensibilizzare tutti gli utenti e anche le famiglie e la comunità che vive il quartiere”.

Alla presentazione del progetto hanno partecipato, tra gli altri, Sabrina Giuseppetti, presidente del Municipio XIII, Barbara Funari, assessore alle Politiche sociali e alla salute, David Sbardella, presidente della commissione politiche sociali e sanitarie del Municipio XIII e Sandro Petrolati, cardiologo e capogruppo capitolino di Demos in Assemblea.

Durante la presentazione hanno ricordato l’esperienza di Questione di cuore nell’VIII Municipio dove è stato posizionato un DAE in una suola ed è stato formato il personale, ma l’iniziativa ha coinvolto anche i cittadini e i commercianti, che hanno voluto proteggere il quartiere richiedendo altri defibrillatori e frequentando i corsi specifici.

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