Dal 28 al 31 maggio Roma ospita il Salon 2026, il più importante incontro mondiale dedicato alla pittura decorativa, che celebra quest’anno il suo 30esimo anniversario.
Il Salon International Gathering of Decorative Painters riunirà oltre 150 artisti selezionati provenienti da circa 30 Paesi, offrendo una piattaforma unica di confronto e scambio tra tecniche, materiali e tradizioni artistiche, dalle più antiche alle più contemporanee.
L’evento si svolge presso Sapienza Università di Roma, nella Facoltà di Ingegneria Civile e Industriale, all’interno dello storico complesso dell’ex convento di San Pietro in Vincoli: una cornice di grande valore storico e architettonico che renderà ancora più immersiva l’esperienza del Salon.
“Siamo orgogliosi che Roma sia stata scelta per ospitare un evento artistico e culturale di tale portata internazionale. La Capitale, città simbolo dell’arte e della bellezza, saprà valorizzare al meglio questa importante manifestazione. Ringraziamo gli organizzatori per aver riconosciuto il ruolo internazionale della Capitale come punto di riferimento del panorama culturale mondiale”, dichiarano la consigliera Valeria Baglio e il presidente della Commissione Capitolina Turismo Mariano Angelucci.
Il Salon 2026 si conferma un evento capace di coniugare tradizione e innovazione: attraverso dimostrazioni dal vivo, installazioni e spazi espositivi interattivi, il pubblico può osservare da vicino opere realizzate appositamente per questa edizione e incontrare alcuni dei più importanti interpreti dell’arte decorativa contemporanea.
Il tema scelto per il 2026 è “La Luce della Città Eterna”, un omaggio a Roma e al ruolo fondamentale della luce nell’arte, capace di valorizzare forme, colori e superfici.
L’iniziativa è organizzata dall’Associazione CREATTIVAmens, su proposta della vicepresidente e membro del Salon Caterina Manisco, ed è realizzata con il supporto di istituzioni e partner internazionali, tra cui Roma Capitale, Città Metropolitana di Roma Capitale, Sapienza Università di Roma, Regione Lazio e Fabbrica di San Pietro in Vaticano.
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