Inaugurato il nuovo vigneto di Sant’Alessio

Nasce un nuovo vigneto urbano con oltre 100 barbatelle che racchiudono 7 specie storiche autoctone: Bellone, Nero Buono di Cori, Cesanese, Moscato di Terracina, Mammolo, Abbuoto e Malvasìa Puntinata.
Dopo il vigneto di San Sisto, questa mattina è stato inaugurato il vigneto di Sant’Alessio, un luogo di sperimentazione e apprendimento per gli studenti che saranno coinvolti direttamente nelle attività di gestione e monitoraggio. L’impianto sorge all’interno dell’Istituto Agrario Garibaldi, una delle più antiche istituzioni formative agricole della Capitale. La scuola nacque nel 1872 e, dopo diverse sedi, trovò la sua collocazione definitiva nella tenuta di Sant’Alessio e Vigna Murata.
Il nuovo vigneto è parte del progetto “Roma Mater Vinorum”, promosso dall’Assessorato all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti di Roma Capitale e da Iter Vitis – Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa, volto a valorizzare il patrimonio vitivinicolo storico della città e a costruire nuove opportunità educative, culturali e ambientali per le giovani generazioni.
Le nuove piante costituiscono anche un presidio ambientale grazie alla collaborazione con la startup Citiculture che ha installato sui filari sensori climatici, alimentati da pannelli fotovoltaici, che consentono il rilevamento della temperatura e dell’umidità, della pressione atmosferica, dell’intensità dell’irraggiamento solare e della presenza di inquinanti come il particolato fine PM 2,5 e PM10.
“Questa Amministrazione sta restituendo alla città una parte importante della sua identità storica, ricostruendo i vigneti urbani e valorizzandoli come strumento di educazione ambientale, inclusione e valorizzazione del territorio. Abbiamo deciso di farlo assieme al mondo scientifico, per unire due mondi che per troppo tempo sono stati distanti” dichiara l’Assessora Sabrina Alfonsi. “Oggi abbiamo aggiunto un altro tassello a questo percorso, inaugurando il vigneto di Sant’Alessio, nato anche per essere studiato dai ragazzi dell’Istituto Garibaldi, che già collaborano alle attività di cura del vigneto di San Sisto. È proprio dall’incontro tra tradizione e innovazione che nasce la capacità di affrontare le sfide ambientali e produttive del nostro tempo”.
Emanuela Panke, Presidente di Iter Vitis – Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa, afferma: “La storia della viticoltura europea è una storia di scambi, conoscenze e innovazioni che hanno attraversato secoli e frontiere. Con il vigneto del Garibaldi vogliamo offrire ai giovani l’opportunità di essere protagonisti di questo racconto, trasformando Roma in un luogo dove il patrimonio culturale dialoga con la ricerca scientifica e le tecnologie del futuro. L’obiettivo della Roma Mater Vinorum Academy è creare un vero hub europeo della formazione vitivinicola, capace di collegare le scuole della rete Iter Vitis, le università e i centri di eccellenza internazionali. In questo modo il vigneto diventa non solo uno spazio produttivo, ma un laboratorio di cittadinanza europea, innovazione e valorizzazione delle radici culturali comuni. Non è un caso che questo progetto nasca proprio nell’area storicamente conosciuta come Vigna Murata: riportare la vite in questi luoghi significa ricucire il filo della memoria e dimostrare come il patrimonio del passato possa diventare una risorsa concreta per costruire il futuro.”



