Cronaca

Conoscenza e consapevolezza del gioco: se lo si conosce non si rischia

igromania La cultura del gioco e quella di giocare al casino è indispensabile per comprenderne le sfaccettature, posto che si è vista la controprova che non conoscendole si possono incontrare derive e pericoli dai quali diventa difficoltoso uscirne. Bisogna anche tenere presente che chi viene coinvolto nel gioco problematico ha ancora difficoltà a rivolgersi al servizio sanitario per “vergogna”, per timore, per poca fiducia in sé stessi. Quindi, la prevenzione, la conoscenza e la consapevolezza sono altrettante “armi o strumenti” da mettere sul piatto per affrontare il gioco nel modo corretto, relazionarsi con lui con gioia e riuscire a “carpirne solo il suo DNA” che è il divertimento.

Sembrerebbero regole semplici, ma evidentemente non lo sono o, quanto meno, chi “incappa nella rete dell’abuso” ha sopravvalutato la propria forza di volontà e sottovalutato il fascino ambiguo del mondo del gioco d’azzardo. Si continua a ripetere che il gioco va affrontato con prudenza perché ciò che oggi “ci diverte”, domani -se ci si fa troppo coinvolgere- “ci trascina” in un mulinello di sensazioni particolari: e dai mulinelli ci si esce, ma con fortuna e tanta forza. Si è anche valutata l’opportunità che per evitare le derive dell’abuso del gioco si potrebbe proibirlo.

Ma anche questa non è una soluzione, poiché chi conosce anche solo un minimo l’animo umano sa che proibire una cosa è proprio l’unico sistema per incuriosire e trascinarci “verso questa cosa”. Esperienze ve ne sono state tante e senza andare tanto indietro negli anni e nelle realtà nostrane, si può vedere cosa è successo con il proibizionismo della zona di Bolzano ed anche di quello in Lombardia. Nascita di punti di gioco illeciti a non finire e nessun miglioramento per quello che attiene il calo del gioco compulsivo. Quindi dove sta la verità oppure quale è la strada giusta?

Non ci sono particolari suggerimenti, oppure strategie extra-terrestri da applicare: bisogna conoscere tutti gli aspetti del bel gioco, relazionarsi bene con lui, ma anche conoscerne i punti oscuri che, inutile negarlo, esistono e si manifestano anche con una certa “prepotenza”. Ma solo studiando a fondo i suoi “buchi neri” si potrà arrivare ad avere un “patrimonio” che magari potrà anche essere messo a disposizione di altri che non riescono a completare questo “lavoro impegnativo”.

Non conoscere il gioco è praticamente impossibile visto che monopolizza tanta attenzione, si scrivono tanti articoli, si sentono tanti interventi televisivi: ma sono quasi tutti indirizzati su di un’unica strada. Il gioco è il “demone” che sconfigge “l’acquasanta” (il giocatore). Difficilmente si riesce ad assistere ad un dibattito dove qualcuno difende il gioco, i suoi operatori e le sue imprese che proprio di gioco vivono. Si getta sempre benzina sul fuoco per rendere il mondo del gioco d’azzardo un fenomeno non risolvibile, che non si può conoscere e con il quale non esiste consapevolezza che tenga.

Purtroppo, ancora oggi, è rappresentato così: ma chi è ostinato sa cosa deve fare per divertirsi con le proprie macchinette preferite. Estrarre dal gioco solo la parte ludica,  giovane e tecnologicamente avanzata per poter godere di queste cose nella massima tranquillità. E chi non lo fa… pecca di superbia.

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