Economia

Rilevazione sull’andamento del settore delle società di ingegneria e architettura

Roma, 11 luglio 2023

  • Fatturato 2022 delle società di ingegneria e architettura OICE a 3,7 mld. (+22%).
  • Stime 2023 a circa 4,5 miliardi (+17,1%); all’estero il 30% della produzione.
  • Addetti a 28.000 unità (+ 17,9%%); nel 2023 prevista un’occupazione di oltre 32.000 addetti.
  • Per oltre il 50% delle imprese i contratti PNRR coprono il 25% del fatturato.
  • Difficoltà a reperire personale per l’85% delle imprese; under 35 al 30,4% e donne al 29,2%

Sono questi i dati principali della 39esima Rilevazione OICE/Cer sull’andamento delle società di ingegneria e architettura associate a OICE e di un campione di imprese non associate illustrati oggi a Roma nel corso del Convegno “Dal Pnrr al Green Deal passando per il Ponte- le sfide dell’Ingegneria e dell’Architettura”, alla presenza del Presidente Giorgio Lupoi, di testimonial dell’ingegneria e dell’architettura e delle committenze pubbliche e private.

Il Report 2023 certifica come, superate le difficoltà legate alla pandemia, il 2022 sia stato un anno molto positivo per le società di ingegneria e architettura aderenti all’associazione confindustriale, con 3,7 miliardi di euro di valore della produzione, con un aumento del 22% rispetto al 2021.

Per quest’anno si attende un ulteriore incremento pari a 4,4 miliardi di euro, distribuiti per 3 miliardi sul mercato italiano e per i restanti 1,4 miliardi sul mercato estero. Risultati che portano il 55,5% delle imprese OICE a dichiarare l’intenzione di effettuare nuovi investimenti nel corso del 2023, mentre quasi il 90% delle aziende avrebbe già effettuato investimenti in innovazione nel 2022.

La prevalenza del mercato italiano trova misura in una produzione cresciuta del 25,6% (da 2,164 miliardi a 2,719 miliardi di euro), mentre quella estera è stata di oltre 1,1 miliardi circa nel 2022 (+ 13,6% sul 2021) ed è prevista a 1,4 miliardi nel 2023. Il mercato domestico arriva a rappresentare oltre il 70% del totale della produzione nel 2022, per poi arretrare lievemente nel 2023, scendendo al 68,5%.

Per quel che riguarda l’occupazione, l’Indagine mostra una crescita del 17,9% tra 2021 e 2022 e una prevista espansione del 15,1% nel 2023. Nei livelli, il numero di lavoratori impiegato presso le imprese che hanno partecipato all’Indagine sarebbe quindi salito a 27.929 unità nel 2022 (in crescita del 17,9% rispetto ai 23.686 del 2021) per aumentare ancora nel 2023, arrivando a 32.153 unità.

La presenza delle donne nelle imprese è stata pari al 29,2% nel 2022, in crescita di 1,2 punti rispetto al 2021. Per il 2023 la percentuale di dipendenti donne è prevista in ulteriore aumento, con percentuale che è attesa arrivare al 29,6%. In progressivo aumento la quota degli addetti under 35: nel 2022 hanno rappresentato il 30,4% del totale degli addetti, valore in crescita di circa 4,4 punti percentuali sul 2021. Nel 2023 la quota degli under 35 è prevista in ulteriore aumento, arrivando al 32,5%.

In generale la Rilevazione evidenzia anche un problema avvertito molto dalle imprese: le difficoltà nel reperimento di nuovo personale, denunciato dall’85% degli intervistati, con un picco superiore all’88% per le imprese fra 26 e 125 addetti. La carenza di personale costituisce quindi un limite all’espansione delle imprese OICE.

Con riferimento alla tipologia di attività, In Italia, l’Ingegneria pura continua a mostrare la quota di gran lunga più ampia tra le tre tipologie di servizio/prodotto analizzate, oscillante intorno al 90% nei tre anni analizzati. Nel triennio, si osserva una perdita progressiva di quota per il Project management, che scende dal 5,5% del 2021 al 5,1% del 2023. All’estero l’Ingegneria pura rappresenta sempre la quota maggiore della produzione, ma la quota, in riduzione negli anni, scende sotto la soglia del 60% nel 2023; segue il Project management, la cui quota dopo esser salita al 27,8% nel 2022 è prevista ridursi al 22,1% nel 2023. Il Turn Key, invece, mostra un aumento di quota tra il 2022 e il 2023 passando da un ridotto 4,4% al 18,1% nel 2023.

Il PNRR non sembra essere un elemento centrale per le prospettive delle imprese OICE, dal momento che per il 53,4% di esse il fatturato aggiuntivo eventualmente attribuibile al Piano non supera il 25% (ma per quasi il 10% l’incremento di fatturato arriverebbe fino al 70%).

Sono complessivamente ritenute limitate le ripercussioni del conflitto in Ucraina, mentre oltre la metà delle imprese evidenzia impatti importanti derivanti dall’aumento dei tassi di interesse, dall’inflazione e dai costi di produzione derivanti dall’aumento dei prezzi energetici. Avvertito sensibilmente anche un deterioramento delle condizioni di credito, vincolo che potrebbe rafforzarsi nel corso dell’anno.

Per Giorgio Lupoi, Presidente OICE “i dati di quest’anno mostrano come il nostro settore abbia risposto in termini molto dinamici alle sfide che il mercato ha lanciato. Si conferma il grande successo delle società di ingegneria e architettura che hanno accettato con coraggio le sfide dell’intero sistema Paese, aumentando il numero di addetti di circa il 18% ed il fatturato di circa il 22% (dati superiori alle proiezioni dello scorso anno, entrambe intorno al 10%).

Le proiezioni per il 2023 evidenziano ulteriori incrementi (+15% addetti e +17% fatturato) e rappresenterebbero il terzo anno consecutivo che registriamo una forte crescita del nostro settore, in risposta alla crisi durata oltre un decennio. E’ un momento molto complesso: tutto cambia molto rapidamente ed è nostro compito accompagnare le società di ingegneria e architettura fornendo un quadro tempestivo ed aggiornato dei trend, mettendo in relazione gli andamenti macro-economici con i risultati del settore così da indirizzare le scelte aziendali che si faranno sul mercato nazionale e internazionale“.

Per il Direttore della Ricerca, Stefano Fantacone, del Centro Europa Ricerche, “La Rilevazione OICE/CEr sull’andamento delle società di ingegneria e architettura associate ad OICE quest’anno si inserisce in un contesto che vede arrivare a compimento l’inasprimento delle politiche monetarie, a fronte del perdurare delle incertezze legate alla ricomposizione degli equilibri geo-politici mondiali e di un processo di rientro dell’inflazione ancora allo stadio iniziale. Il ciclo delle principali economie è cionondimeno rimasto sostenuto almeno fino al primo trimestre del 2023 e l’Italia ha completato il recupero dell’avvallamento pandemico già a fine 2022. In questo quadro i risultati della Rilevazione OICE/CEr mostrano come per le imprese OICE le condizioni di mercato siano ancora molto buone”.

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