EuPRAXIA: a Bruxelles, forte impulso agli acceleratori al plasma di prossima generazione

I principali rappresentanti delle istituzioni europee, dalla Commissione Europea allo European Strategy Forum on Research Infrastructures ESFRI, della ricerca, dell’industria e degli organismi di finanziamento si sono riuniti il 23 aprile a Bruxelles, nella sede della Foundation University, in occasione dell’EuPRAXIA Showcase Event 2026, un incontro di alto livello volto a rafforzare la collaborazione, promuovere l’innovazione nelle tecnologie acceleratrici, e discutere nuove opportunità di finanziamento per uno dei più ambiziosi progetti di infrastrutture di ricerca a livello europeo.
“La visione di EuPRAXIA ha l’ambizione di riunire il miglior know‑how presente nei Laboratori e nelle Università europee, per collaborare e favorire innovazione e competitività attorno a un’infrastruttura di ricerca dedicata a tecnologie di accelerazione innovative, attivando al contempo tutte le possibili sinergie”, ha evidenziato Pierluigi Campana, coordinatore del progetto EuPRAXIA Preparatory Phase.
Nel corso dell’incontro è stata ribadita la missione di EuPRAXIA: realizzare una nuova generazione di acceleratori compatti basati su tecnologie al plasma, in grado di aprire nuove frontiere nelle applicazioni scientifiche, mediche e industriali. Come illustrato nella sessione di apertura, EuPRAXIA sta realizzando un’infrastruttura di ricerca paneuropea e distribuita, che integra tecnologie all’avanguardia con una forte attenzione alle esigenze degli utenti.
Il progetto, incluso nella Roadmap ESFRI, è concepito per colmare un vuoto critico nel sistema europeo delle infrastrutture di ricerca, favorendo al contempo la collaborazione tra oltre 38 laboratori e centinaia di ricercatori e ricercatrici in Europa e oltre.
Un tema centrale dello Showcase è stato il confronto diretto con decisori politici e agenzie di finanziamento. Relatori di alto livello della Commissione Europea e della Research Executive Agency hanno partecipato a panel dedicati alle opportunità per le infrastrutture di ricerca nei futuri programmi Horizon Europe, analizzando anche le strategie per l’innovazione, il trasferimento tecnologico e il coinvolgimento industriale. Il dialogo ha sottolineato l’importanza di investimenti coordinati a livello europeo e di strategie di finanziamento a lungo termine per garantire la piena realizzazione di grandi infrastrutture come EuPRAXIA.
Il punto di vista industriale è stato illustrato dalle aziende leader del settore ScandiNova, Kyma e Instrumentation Technologies che hanno evidenziando la crescente domanda di tecnologie acceleratrici avanzate, già oggi alla base di un mercato globale stimato in quasi 10 miliardi di dollari. Al momento, l’ecosistema EuPRAXIA ha già mobilitato circa 150 milioni di euro in finanziamenti e contributi in-kind, combinando investimenti europei, nazionali e regionali. Il progetto punta a sfruttare tecnologie di accelerazione al plasma in grado, su distanze molto più ridotte, di raggiungere energie fino a 1.000 volte superiori ai metodi convenzionali, aprendo la strada ad acceleratori più compatti, efficienti e convenienti.
Questi avanzamenti promettono un impatto trasformativo in ambiti quali l’imaging medico e la terapia oncologica, la scienza dei materiali, l’ispezione industriale, il monitoraggio ambientale e le applicazioni energetiche. Con oltre 30.000 acceleratori già in uso nel mondo, prevalentemente nel settore industriale e sanitario, il potenziale impatto socioeconomico è significativo.
Riunendo scienza, industria e politica, l’EuPRAXIA Showcase Event 2026 ha dimostrato il crescente slancio del progetto e la sua importanza strategica per la competitività, la capacità innovativa e la leadership scientifica dell’Europa.
“Il futuro della ricerca scientifica passa per le grandi infrastrutture di ricerca, come anche il futuro dell’innovazione tecnologica, dello sviluppo dei territori e in generale della società e dell’Europa sul panorama globale”, ha spiegato Roberto Cimino, funzionario dell’Ufficio per l’Internazionalizzazione della Ricerca del Direttorato Generale per l’Internazionalizzazione del Ministero dell’Università e della Ricerca. Le infrastrutture di ricerca sono infatti catalizzatori di processi di innovazione e, non meno rilevante, di relazioni di collaborazione: un ruolo scientifico, tecnologico e diplomatico che oggi più che mai è determinante promuovere. È con questa consapevolezza che il Ministero dell’Università e della Ricerca sostiene istituzionalmente e finanziariamente, grazie anche ai fondi PNRR, il progetto EuPRAXIA”, ha concluso Cimino.
“Eupraxia è un esempio virtuoso di cooperazione internazionale che sottolinea come oggi la ricerca sia sempre più un lavoro collettivo di donne e uomini che credono che si possa realizzare un futuro più prospero, soprattutto in questi tempi difficili”, ha commentato Paola Gianotti, direttrice dei Laboratori Nazionali di Frascati dell’INFN.
I Laboratori Nazionali di Frascati dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare rivestono un ruolo centrale di coordinamento nell’ambito del progetto. Le attività legate ad EuPRAXIA avranno ricadute nei settori già menzionati della medicina, dei beni culturali, dell’aerospazio, dei nuovi materiali, ma anche nella formazione avanzata. Questo si realizzerà attraverso la creazione di un centro di eccellenza EuPRAXIA@SPARC_LAB per la ricerca, la divulgazione scientifica e il trasferimento tecnologico. Le stime indicano un impatto economico pari a circa il doppio della spesa sostenuta, con benefici per 21 settori industriali e importanti effetti occupazionali sul territorio.
La Regione Lazio sostiene il progetto EuPRAXIA@SPARC_LAB già dal 2018 attraverso programmi congiunti che hanno rafforzato infrastrutture strategiche dei Laboratori Nazionali di Frascati. Questo perché EuPRAXIA rappresenta un progetto strategico per il Lazio, grazie a un investimento complessivo di circa 120 milioni di euro entro il 2030, di cui 10 milioni provenienti dai fondi PR FESR 2021-2027 che verranno impiegati nella realizzazione, all’EuPRAXIA@SPARC_LAB, di una linea di luce VUV-FEL denominata ARIA, destinata a utenti accademici e industriali.
“Il progetto EuPRAXIA è l’esempio più tangibile e rappresentativo dell’evoluzione del Sistema Lazio orientata a connettere la sfera della ricerca con le imprese e i cittadini”, ha sottolineato Roberta Angelilli, vicepresidente della Regione Lazio e assessore allo Sviluppo economico, Commercio, Artigianato, Industria e Internazionalizzazione. “La Regione Lazio – ha proseguito Angelilli – sta investendo sul trasferimento tecnologico e l’innovazione avanzata importanti e mirate risorse, come i 10 milioni di euro destinati ad EuPRAXIA, con l’obiettivo di rendere utili e applicabili al mondo produttivo e dei servizi le scoperte e le soluzioni offerte da competenze altamente qualificate, sviluppando le tecnologie critiche da cui dipendono competitività e autonomia industriali dell’UE. L’impegno per EuPRAXIA insieme al Ministero dell’Università e della Ricerca e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, ha il duplice obiettivo di valorizzare le professionalità e le attività di studio e ricerca e aumentare la competitività e l’affermazione dei settori imprenditoriali italiani e del Lazio nel contesto internazionale. L’investimento si inserisce in un più ampio piano strategico che punta all’innovazione deep tech attraverso contributi e agevolazioni disponibili grazie alle risorse della programmazione europea e regionale”.
INFN – Istituto Nazionale di Fisica Nucleare



