Danilo Faso da record, primo italiano a conquistare il titolo di singolare agli Europei Under 19
Il 15enne Danilo Faso ha scritto una nuova pagina esaltante nella storia del tennistavolo italiano. Ai Campionati Europei Giovanili, che si sono conclusi a Gondomar, in Portogallo, è diventato il primo azzurro campione nel singolare Under 19.
Il palermitano era il detentore del titolo Under 15 e al suo esordio nel settore d’età maggiore ha fatto saltare il banco, costringendo alla resa avversari aventi 2-3 anni più di lui. Ha battuto nei sessantaquattresimi per 4-1 il greco Georgios Kosmas, nei trentaduesimi per 4-0 l’ungherese Mark Gergely, nei sedicesimi per 4-1 il serbo Uros Ninkovic, negli ottavi per 4-3 il portoghese Tiago Abiodun, nei quarti per 4-1 il polacco Patryk Zyworonek e in semifinale per 4-3 il russo Aleksei Samokhin (AIN). Nella sfida per il titolo ha superato per 4-2 il francese Nathan Pilard.
Faso a Gondomar ha anche contribuito al raggiungimento dei quarti di finale a squadre e nel doppio maschile, in coppia con Francesco Trevisan.
Danilo Faso
«Sono stanco, ma contento, l’obiettivo era di gare una bella gara e di salire sul podio, di vincere proprio non me l’aspettavo. Il mio favorito prima del torneo era il portoghese Abiodun, che era stato anche l’unico a battermi nella gara a squadre, e averlo superato negli ottavi mi ha trasmesso una grande fiducia per proseguire il mio percorso. In semifinale conoscevo poco il russo Samokhin e sono partito anche male.
Nei primi due set non sono riuscito a esprimere il mio gioco, dal terzo sono stato più aggressivo e sono salito di livello in risposta. Nel quinto set ero in vantaggio per 10-7 e non ho sfruttato i tre set-point. Non era facile tornare in campo dopo aver perso un parziale del genere e sono stato bravo e non pensarci e a rimontare. In finale ho ritrovato Pilard, lo avevo sconfitto a squadre, ma sapevo che sarebbe stata tutta un’altra storia.
C’era ovviamente un po’ di tensione, ma non eccessiva. Sono partito di nuovo malino, anche se i primi due set che ho perso sono stati combattuti. Io forse ero un po’ passivo, poi ho alzato il livello e sono andato via deciso. Dopo aver messo a segno l’ultimo punto ho provato una grande felicità, ho 15 anni e ho battuto ragazzi di 18, non era per nulla facile, questo titolo è un bel sogno realizzato. Lo dedico principalmente alla mia famiglia, che mi segue sempre, fin da quando ero piccolo, e poi naturalmente a tutti i tecnici e alla Federazione».
Euforico il presidente della FITeT Renato Di Napoli
«È una vittoria grandissima. Danilo ha fatto emozionare una nazione intera. È una vittoria storica per l’Italia del tennistavolo. Sia in semifinale sia in finale è andato sotto 2-0, poi è stato capace di strepitose rimonte. Il 4-2 contro Pilard in finale è stato un autentico capolavoro.
Si è imposto grazie alla sua tecnica da primo della classe, unita a una determinazione e a un’aggressività agonistica fuori dal comune. Bravissimo Danilo, bravissimi i tecnici, la famiglia e tutti coloro che ne accompagnano la crescita personale e agonistica. Questa immensa gioia è frutto del lavoro e dei sacrifici.
È un risultato senza precedenti per l’Italia, che ci lascia ben sperare per il presente e per il futuro e testimonia che siamo sulla strada giusta. Bravo Danilo, siamo tutti orgogliosi di te»



