Economia

Nuovo codice appalti, boom delle gare

L’arrivo del nuovo codice appalti ha spinto le stazioni appaltanti a svuotare i cassetti

Roma, 17 luglio 2023

  • “Svuotati i cassetti” a giugno, prima del d.lgs 36: triplicato il valore (1,1 mld.) su maggio
  • Primi 17 giorni di luglio senza gare di progettazione ai sensi del nuovo codice appalti
  • Appalti integrati sempre al top: 265 bandi per 250 mln. di progettazione esecutiva e 6 mld. di lavori
  • Il totale dei servizi tecnici (compresa la progettazione esecutiva negli appalti integrati) a 1.393,8 mln
  • Nel primo semestre 2023 il totale dei servizi tecnici è pari a 3,3 mld.

Lupoi: “il boom delle gare pre decreto 36 è fisiologico, così come l’assenza di gare di progettazione ai sensi del decreto 36; da chiarire l’impatto della legge sull’equo compenso”

L’arrivo del nuovo codice appalti ha spinto le stazioni appaltanti a svuotare i cassetti e a mettere in gara a giugno il numero record di 579 bandi di affidamento di soli servizi tecnici, per 1.142,9 milioni (+58,2 % in numero e +475,1% in valore su giugno 2022). L’aumento è rilevante anche su maggio: +58,2% e + 325,3% in valore. Sommando a questo dato quello della progettazione esecutiva messa in gara con gli appalti integrati – che a giugno ammonta a 250,9 milioni – si arriva al totale di 1.393,8 milioni di servizi tecnici messi in gara a giugno.

Nel mese di giugno in forte crescita la quota raccolta dai bandi per accordi quadro per servizi di architettura e ingegneria: sono 147 (21 a maggio) per 789,3 milioni di servizi (19,9 a maggio), pari al 25,4% del numero e al 69,1% del valore sul totale dei bandi del mese. Da segnalare i 5 bandi di ANAS, divisi in 41 lotti, per un totale di 532,1 milioni, e il bando in 32 lotti del comune di Napoli per 140,0 milioni. Sono procedure che dovrebbero tradursi in contratti attuativi nei prossimi anni. In tutto il primo semestre gli accordi quadro sono 344 per 1.293,6 milioni, e rispetto ai primi sei mesi del 2022 crescono dell’8,2% in numero e del 42,0% nel valore

In giugno sono 351 le gare PNRR per servizi di architettura e ingegneria con 354,0 milioni di euro di servizi e 6.772,9 milioni di euro di lavori.

Nel primo semestre 2023 sono stati pubblicati 2.339 bandi con un valore di 2.526,1 milioni di euro, +2,1% in numero e +48,2% in valore sul primo semestre del 2022. Se a quanto raccolto nel semestre dai bandi per servizi tecnici puri sommiamo il valore della progettazione esecutiva compresa nei bandi per appalti integrati, 852,4 milioni, raggiungiamo i 3.378,6 milioni di servizi tecnici.

Un primo sguardo al mese di luglio evidenzia come in questi 17 giorni siano uscite 27 gare di progettazione, ma con le regole del vecchio decreto 50 perché inviate alla gazzetta fra il 28 e il 30 giugno e pubblicate successivamente. Ancora non si vedono gare di progettazione sui due nuovi livelli di progettazione e con richieste di requisiti su base triennale, come prevede il nuovo codice.

“L’inizio dell’estate ci porta, oltre al grande caldo, anche un nuovo grande balzo del mercato dei servizi tecnici ha dichiarato Giorgio Lupoi, a commento dei dati dell’osservatorio la crescita è sempre trainata dagli accordi quadro e dagli appalti integrati, ma è generalizzata.

E’ evidente che le amministrazioni abbiano svuotati i cassetti per la scadenza delle regole del vecchio codice e la scadenza del semestre e i primi dati di questi 17 giorni dimostrano come ancora le stazioni appaltanti non si siano cimentate con le nuove regole del decreto 36, dai due livelli di progettazione ai requisiti sui tre anni.

Per questo nei giorni scorsi abbiamo emesso una proposta di disciplinare-tipo ad uso delle stazioni appaltanti per superare le difficoltà di avvio, recuperando elementi di apertura alla concorrenza e indicazioni operative consolidate che possono essere riproposte anche nella vigenza del nuovo codice perché coerenti con i principi del decreto 36.

Rimane qualche incertezza applicativa sugli intrecci fra legge sull’equo compenso e nuovo codice che sarebbe utile risolvere al più presto perché il rischio di un nuovo elemento di freno della domanda pubblica rimane, almeno per i progetti. In generale comunque è molto positivo l’andamento del primo semestre che proietta il settore verso un anno record mai visto, se le stazioni appaltanti riprenderanno la corsa applicando le nuove regole al più presto”.

 

Cresce a giugno anche il valore della quota del mercato delle gare di sola progettazione: nel mese le gare sono state 269 con un valore di 281,4 milioni, su maggio +114,5% in numero e +430,5% in valore, su giugno 2022 il numero cresce del 27,0% e il valore del 52,4%. Per la sola progettazione il primo semestre 2023 si chiude con 1.349 bandi per 977,7 milioni, il confronto con i primi sei mesi del 2022 vede il numero calare del 4,0% ma il valore crescere del 24,8%.

Continua la crescita impetuosa dei bandi per appalti integrati: nel mese di giugno rilevati 265 bandi, con valore complessivo dei lavori di 6.080,0 milioni e con un importo di progettazione stimato in 250,9 milioni. Rispetto al mese di giugno 2022 il numero cresce del 430,0%, il valore dei lavori cresce del 196,5% e quello della progettazione compresa nei bandi del 615,7%. I principali attori del mercato di giugno sono stati RFI con 7 bandi per 1.369,7 milioni di lavori e 28,3 milioni di servizi e ANAS con 8 bandi per 549,9 milioni di lavori e 15,9 milioni di servizi.

Nel primo semestre del 2023 le gare rilevate per appalti integrati sono state 1.136, +308,6% sui primi sei mesi del 2022, con un valore di 20.912,1 milioni di lavori (+222,0% sul 2022) e 852,4 milioni di servizi (+247,1 sul 2022%).

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