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Rapina supermercati Fonte Nuova, minacca dipendenti con una sega

monterotondo-la-sega-sequestrata-e-il-denaro-recuperato-dai-carabinieri-1 Rapina supermercati a Fonte Nuova e minaccia dipendenti con una sega da falegname per costringerli a consegnargli il denaro delle casse. Arrestato un 37enne romano, già detenuto nel carcere di Rebibbia per precedenti reati contro il patrimonio. Con l’aiuto di un complice, entrava nelle attività commerciali, con tuta bianca usa e getta.
L’uomo approfittando di uno dei permessi ad uscire dal carcere – concessi per svolgere un’attività lavorativa all’esterno dalle 7,30 alle 19 – metteva in atto i colpi. Grazie alle immediate indagini svolte dai carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Monterotondo, il malvivente è stato ammanettato nella tarda serata di ieri, 30 maggio 2017, dopo aver messo a segno – a poche ore dalla prima – una rapina, sempre ai danni di un supermercato di Fonte Nuova. I militari stanno lavorando alacremente per tentare di dare un nome anche al suo complice che è riuscito a far perdere le sue tracce.
Qualche ora prima dell’arresto, i rapinatori, come accertato dai Carabinieri, sono arrivati nei pressi dei due supermercati, distanti pochi chilometri l’uno dall’altro, a bordo di un’utilitaria risultata rubata qualche giorno prima nel quartiere San Basilio. Messi a segno i colpi, i “soci” si sono allontanati con l’auto imboccando via Nomentana, in direzione di Roma.
Acquisite le immagini delle telecamere di videosorveglianza degli esercizi e le descrizioni dei malviventi, i militari hanno immediatamente attivato le ricerche dei malviventi rinvenendo l’auto da loro utilizzata in una traversa di via Tiburtina, nei pressi del carcere di Rebibbia. Successivamente hanno individuato il 37enne nel bagno di un vicino bar, dove si stava cambiando d’abito. In suo possesso i Carabinieri hanno trovato il bottino delle rapine, circa 6mila euro, mentre nell’auto hanno recuperato le due tute bianche e la sega utilizzate. L’arrestato, con l’accusa di rapina continuata e aggravata, è stato rinchiuso nuovamente nel carcere di Rebibbia, a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

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